comunicati stampa

DIBATTITO PENOSO SU REDDITOMETRO ED EVASIONE FISCALE

E’ francamente indecente che nel nostro Paese, appena si parli o si cerchi di mettere in campo strumenti che possano aiutare il contrasto all’evasione fiscale, si scateni un putiferio addirittura provocando contrapposizioni all’interno del Governo. Lo abbiamo già visto in tema di questioni quali: aumento del contante, l’obbligo dei POS, la tracciabilità delle spese e della fatturazione ecc. Oggi si tratta del Redditometro che uscito da un sonno pluriennale, viene attraverso un decreto reimmesso in campo, quale strumento di accertamento dei redditi e definito poi strumento di tortura e di vessazione dei cittadini. Esagerazione che fa il paio con una precisa volontà di non disturbare l’evasore che tanto male fa all’Economia e alla Comunità Intera in tema di diminuzione per tutti della tassazione oltre il depauperamento delle coperture dei servizi pubblici essenziali quali Sanità, Scuola, Trasporti ecc. Siamo infatti arrivati al triste primato di privare il nostro Paese di entrate superiori ai 120 MLD all’anno. Eppure questo strumento, la cui funzione è limitata e poco efficiente alla bisogna, visti i precedenti risultati, ha “disturbato” al massimo 35 mila cittadini su una platea di 60 Milioni. Ma oltre a tutto ciò, neanche si conosce che esistono e operano positivamente strumenti quale il VeRa (verifica dei rapporti finanziari) sui conti correnti bancari tramite l’Intelligenza Artificiale quale pratica di controllo fiscale e di eventuale accertamento con regole chiare e giustamente codificate, come da noi richiesto, dall’Autorità della Privacy. Ecco studiassero di più e maggiore consapevolezza dei problemi del Paese in una situazione non certo brillante per l’Economia, per la produzione Industriale, per i redditi familiari e per la povertà crescente sarebbe meglio, molto meglio – sostiene Rosario Trefiletti Presidente C.C.I.