ANDARE AL RISTORANTE

Lo so, c’è un problema economico vista la situazione in cui versano le famiglie italiane, tuttavia qualche volta anche solo per festeggiare una ricorrenza capita ancora di dover frequentare un Ristorante.

Ed allora come sempre,  e senza dubbio non in maniera completamente esaustiva vediamo di dare qualche consiglio utile per quella che deve essere una piacevole occasione. Innanzitutto, a meno che non sia una cosa estemporanea o improvvisata mai come in questo caso servono le cosiddette ”dritte” da parte di amici o conoscenti  in tema di qualità e prezzo del servizio di ristoranti da loro frequentati.

E comunque sia che consigliato o meno da amici o conoscenti,  diffidate, anzi    evitate  locali sotterranei con ingressi angusti che possono rappresentare problemi di sicurezza.

 Prima di entrare, mi raccomando,  accertatevi  che all’esterno del locale sia esposto chiaramente il menù con tutte le indicazioni relative ai prezzi dei piatti e delle varie bevande. Ponete particolare attenzione a che vi sia inoltre chiara indicazione sui prezzi che questi siano o no comprensivi di voci addizionali quali “ coperti “ o “ servizi “. Quest’ultime voci vogliamo ricordare simpaticamente come fossero  giustificate nelle locande medioevali quando i viandanti si portavano il cibo da fuori e utilizzavano il “ coperto “ da intemperie che la Locanda offriva a chi veniva da fuori.  Questione che va pian piano scomparendo ma che nessuna norma ha ancora vietato e che quindi va verificata la sua presenza con  necessaria attenzione.

Entrate quindi,  e se c’è disponibilità di posti scegliete un tavolo possibilmente distante dai locali di toilette per evitare un fastidioso andare e vieni  in quella direzione. Fatevi quindi portare il menù accettando ovviamente anche i consigli che vi  vengono  recitati rispetto ai piatti del giorno.

Controllare che il menù indichi il prezzo di ogni portata, e si ponga  grande attenzione alle sigle “sp” o “sq” che spesso si trovano affiancate  ad alcune pietanze. Significano “secondo porzione” e “secondo quantità”. Quindi il loro prezzo è ovviamente variabile sulla quantità dell’ordinazione.

 Il menù deve per norma,  distinguere la pietanza fresca da quella surgelata (pesce, carne e verdura).

In relazione alle ultime norme sulla etichettatura, sappiate che poiché è fatto obbligo per chi acquista il pesce (in questo caso il ristoratore) essere informato su: denominazione commerciale,  metodo di produzione  e zona di cattura si possono chiedere volendo tutte queste informazione oltre a quella fondamentale se il pesce sia di allevamento oppure no. Infatti oltre al sapore ed al profumo, la provenienza incide fortemente sul prezzo di acquisto. Il cliente anche da ciò  può conoscere se vi è un giusto equilibrio tra qualità e prezzo.

 Per la carne bovina è fatto obbligo informare l’acquirente (  anche in questo caso il ristoratore) tra le altre cose: luogo di nascita del bovino,  luogo di allevamento e luogo di macellazione. Possiamo quindi chiedere, anche qui volendo,  il luogo di provenienza della carne in tutte le vivande che la contengono e che volete ordinare.

Pretendere, sempre e comunque,  che le bevande confezionate che avete ordinato vengano aperte al tavolo in vostra presenza. Ed inoltre che la bottiglia dell’olio d’oliva sia provvista del tappo antirabbocco, per evitare strane commistioni ed aggiunte.

Chiedere sempre per evitare brutte sorprese,  se si soffre di intolleranza al lattosio,  la presenza di panna, burro e derivati del latte, nei vari  piatti che volete ordinare, dato che non c’è ancora la buona norma che tramite il menù vi sia tale diretta informazione.

Permettetemi infine, e me ne scuso, qualche consiglio di buon comportamento al tavolo: innanzitutto non sostituite  con il vostro telefonino, la vecchia e antipatica pratica di leggere il giornale nell’attesa dei piatti,  continuando a guardare se arrivano sms,  email o internet od altro ancora. Togliete quindi la suoneria del cellulare ed interloquite con il vostro commensale, senza naturalmente alzare la voce o schiamazzare per non disturbare gli altri ospiti presenti. Trattate con gentilezza e simpatia chi vi serve a tavola, senza arroganza e senza troppa confidenza, insomma come quello dare del tu con antipatica supponenza a chi vi sta servendo, a meno che non sia vostro fratello.

Bene ora sembra che tutto sia pronto: buon appetito!

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